[Georgij Zel’ma (foto attribuita). Un soldato vittorioso dell’Armata Rossa sventola la bandiera sovietica sulle rovine di Stalingrado]
Vasilij Semënovič Grossman, Stalingrado [Сталинград;
traslitterato Stalingrad] + Vita e destino [Жизнь ъы судьба;
traslitterato: Zhizn 'i sud'ba]: i personaggi.
[Per
quanto riguarda gli elenchi che seguono, si ricorda che:
1.
sono riportati i personaggi presenti
in Per una giusta causa (v. infra);
2.
sono riportati i personaggi presenti
in Vita e destino (v. infra);
3.
sono riportati alcuni dei personaggi
presenti nel romanzo Per una giusta causa che ritornano in Vita e
destino;
4.
si tenga presente che il romanzo che
porta il titolo Per una giusta causa [in russo За правое дело, traslitterato
Za pravoye delo], nelle traduzioni inglese e italiana è intitolato, secondo
il volere di Grossman, Stalingrado [in russo Сталинград,
traslitterato Stalingrad];
5.
non si dimentichi che, in origine, i
due romanzi sono stati pensati come un unico testo e che Stalingrado, narrativamente,
precede Vita e destino; infatti, le vicende di Stalingrado
vanno dal luglio alla fine di settembre 1942, con qualche retrospezione ai mesi
e all’anno 1941 (coprono cioè la prima fase del conflitto tedesco/sovietico),
mentre quelle di Vita e destino vanno dalla fine di settembre 1942 al
febbraio 1943 (coprendo le ulteriori fasi del conflitto fino alla vittoria
sovietica sui tedeschi), con un epilogo alla primavera dello stesso anno;
6.
per questi due romanzi possiamo,
dunque, parlare di una dilogia, ossia di una coppia di romanzi che svolgono uno
stesso tema arrivando, di fatto, a costruirne l’unità narrativa.
7.
ancora: Per una giusta causa (titolo
voluto dalla censura sovietica, al posto di Stalingrado, titolo che, come
detto, era voluto da Grossman) è stato pubblicato in URSS nella prima metà
degli anni Cinquanta [1952, 1954, 1956], al contrario di Vita e destino che
è stato sequestrato dal KGB nel 1961, ma che è poi pervenuto per vie
clandestine (in copia dattiloscritta microfilmata) in Europa occidentale dove è
stato pubblicato nel 1980 a Losanna. Vita e destino è stato poi pubblicato,
in Russia, soltanto nel 1990 e in una edizione basata su una copia di Grossman
con correzioni autografe (e sulla quale si basa l’edizione italiana di Adelphi
del 2008). Paradossalmente, Vita e destino, la seconda parte della
dilogia, è stato dunque pubblicato ben prima della pubblicazione in Occidente della
prima parte della dilogia, Per una giusta causa/Stalingrado,
soltanto nel 2000 (in Italia, per Adelphi, nel 2022);
8.
è poi utile rammentare che la città
che ha portato il nome Stalingrado (dal 1925 al 1961, oggi Volgograd) è una
città estesa lungo la parte destra del fiume Volga, nella parte europea (a
Sud-Est) della Russia, e che in questi luoghi si è svolta una delle battaglie
tra le più importanti per l’esito della Seconda Guerra mondiale, la battaglia
di Stalingrado, appunto, che dura dall’11 luglio 1942 al 2 febbraio 1943. Segue
la pianta della città di Stalingrado nel 1942:
Piantina di Stalingrado. Fonte: Wikipédia, https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Stalingrado#/media/File:Map_Stalingrad_1942_it.png
Legenda:
Fabbrica Barricady: Fabbrica Barricata (Rossa);
Fabbrica Krasnij Oktiabr: Fabbrica Ottobre Rosso;
Krasnja Sloboda: villaggio di Stalingrado (area di arrivo, supporto e imbarco per la riva occidentale dei sovietici mandati per il rinforzo dell’esercito a Stalingrado).
8. La battaglia può
essere suddivisa in quattro fasi:
a. 11
luglio-23 agosto 1942: la VIa armata tedesca, comandata dal generale
Friedrich Paulus, avanza di 200 km verso Est, dal fiume Čir al Volga, nella
grande ansa del Don, e isola Stalingrado su tre lati (a Nord, a Sud, a Ovest
sulla riva occidentale, a destra, del Volga);
b. 23
agosto-18 novembre 1942: la battaglia fra gli eserciti tedesco e sovietico, diventa,
di conseguenza, interamente urbana, combattuta cioè strada su strada, casa su
casa, maceria su maceria, battaglia che è di fatto capillarmente diffusa su 20
km (all’epoca) a destra del fiume Volga, quelli in cui si sviluppa la struttura
della città di Stalingrado (di per sé un grosso centro industriale [industria
pesante]), v., supra, cartina. La VIa armata tedesca,
nonostante sia appoggiata da elementi della IVa armata corazzata,
non riesce però a scacciare l’esercito sovietico dalla città, cioè la LXIIa
armata russa comandata (dal 12 settembre 1942) dal generale Vasilij Ivanovič
Čujkov, da quelle che sono le ultime sacche di resistenza sovietica presenti su
una stretta striscia sulla riva occidentale del Volga (l’esercito sovietico
difende una “striscia stretta di edifici e fabbriche a ridosso del fiume. Solo
in qualche sparuto punto la distanza fra la prima linea e l’acqua superava i
mille-milleduecento metri, mentre per lo più si restringeva a
tre-cinquecento.”, Vasilij Grossman, Stalingrado, Adelphi, Milano 2022,
p. 831);
c. 23
novembre 1942: la controffensiva sovietica riesce, in 48 ore, a portare
all’accerchiamento della VIa armata tedesca e di una parte della IVa
armata corazzata, isolando l’esercito tedesco (di fatto si tratta di 330 000
uomini); questa controffensiva, progettata da lungo tempo dalla Stavka (originariamente
abbreviazione di “Comandante in capo delle Forze Armate”; dall’8 agosto del
1941 il comandante del “Quartier generale dell’Alto Comando Supremo” è Josif Vissarionovich
Stalin) e inserita in un complesso piano strategico dai comandanti sovietici, è
conosciuta con il nome di “Operazione Urano”;
d. 23
novembre 1942-2 febbraio 1943: il completo collasso e la resa totale della VIa
armata tedesca a Stalingrado e dintorni, dopo il fallimento dello sperimentale,
innovativo ponte aereo lanciato dalla Luftwaffe e dell’operazione di soccorso
del generale Erich von Manstein, è ormai la dichiarazione della sconfitta
tedesca (e del crollo del mito della superiorità e della invincibilità della Wehrmacht).
E, a prescindere dalla totale distruzione di Stalingrado stessa da parte di
entrambi i fronti, della completa vittoria sovietica (e del consolidamento del
mito dell’”Armata Rossa”).
9. Nella battaglia di Stalingrado,
intesa nel senso più ampio, sono poi rimasti uccisi o feriti quasi 2 milioni di
soldati, oltre a 100 000 abitanti della città.
La matrice di base dell’elenco dei personaggi di Stalingrado
è in Vasilij
Grossman, Stalingrado, Adelphi, Milano 2022, pp. 877-884. Per
la storia di Stalingrado, v. sempre Vasilij Grossman, op. cit., pp.
871-874. La matrice di base dell’elenco dei personaggi di Vita e destino
è in Study Center Vasily Grossman, grossmanweb.eu/wp-content/uploads/2017/01/VeD_Personaggi.pdf. Ma
v. anche, Vasilij Grossman, Vita e destino, Nuova edizione ampliata,
Adelphi, Milano 2022, pp. 975-982. Per la storia di Vita e destino, v. https://grossmanweb.eu/vasily-grossman/storia-del-manoscritto/.
Per le fasi del conflitto tedesco/sovietico, si è utilizzato Jean
Lopez (ed.), Infografica della Seconda Guerra Mondiale, Ippocampo,
Milano, 2019, pp. 114-117.
Stalingrado: personaggi
Personaggi della famiglia Šapošnikov
Šapošnikova,
Aleksandra Vladimirovna (detta anche Sašen’ka), l'anziana madre di famiglia
(la matriarca);
Šapošnikov, Nikolai Semënovič, suo marito [morto durante la Guerra civile
(1917-1922). Presente solo in Stalingrado];
Šapošnikova,
Ljudmila Nikolaevna (indicata anche con il diminutivo Ljuda),
primogenita di Aleksandra Vladimirovna, la matriarca; moglie di Štrum [e madre
inconsolabile del figlio Tolja avuto nel suo primo matrimonio
(con Abarčuk)];
Abarčuk, primo marito di
Ljudmila Nikolaevna;
Šapošnikov,
Anatolij (indicato spesso col diminutivo Tolja),
figlio di Ljudmila Nikolaevna e di Abarčuk (primo marito di Ljudmila), tenente dell’armata
Rossa al fronte;
Štrum, Viktor Pavlovič (indicato anche con il diminutivo Vitja o Viten’ka), secondo marito di Ljudmila
Nikolaevna, fisico e membro dell'Accademia delle Scienze;
Nadja (Nadežda Viktorovna), figlia di Ljudmila Nikolaevna e Viktor Pavlovič;
Semënovna, Anna, madre di Štrum, medico oculista, amica di gioventù di Aleksandra
Vladimirovna Šapošnikova;
Spiridinova, Mar’ja
Nikolaevna Šapošnikova (o anche Marusja), seconda figlia di Aleksandra Vladimirovna, moglie
di Spiridinov [annegata nel Volga durante la fuga dall'assedio dei nazifascisti
di Stalingrado];
Spiridinov, Stepan Fëdorovič, direttore della centrale elettrica di Stalingrado (StalGRES) e
marito di Mar’ja Nikolaevna Spiridinova;
Spiridinova, Vera, figlia di Stepan Fëdorovič e di Mar’ja Nikolaevna Spiridinova, amante di
Viktorov (da cui avrà un figlio);
Viktorov, tenente
dell’Armata Rossa, pilota, comandante di pattuglia, amante di Vera Spiridinova;
è sergente maggiore dell’Armata Rossa.
Mel’nikova,
Zina, cara amica di Vera Spiridinova; fräulein del tenente tedesco Bach;
Šapošnikov, Dmitrij Nikolaevič (o anche Mitja), figlio di Aleksandra Vladimirovna Šapošnikova e fratello
maggiore delle sorelle Šapošnikova (Ljudmila, Mar’ja e
Ženja)
Semënovna, Ida, moglie di
Dmitrij, madre di Sergej Šapošnikov;
Šapošnikov, Sergej (detto anche Serëža) figlio di Ida e Dmitrij,
nipote di Aleksandra Vladimirovna;
Šapošnikova, Evgenija Nikolaevna (indicata anche col diminutivo Ženja),
sorella di Ljudmila e Mar’ja (e ultimogenita di Aleksandra Vladimirovna); ex
moglie di Nikolaj Grigor’evič Krymov, ora corteggiata da Pëtr Pavlovič Novikov
Krymov, Nikolaj Grigor’evič, primo marito di Evgenija Nikolaevna (ha 13 anni più di lei), commissario politico
dell’Armata Rossa, comunista ortodosso;
Novikov, Pëtr
Pavlovič, colonnello dell’Armata Rossa che si
innamora di Evgenija Nikolaevna.
Gli amici degli Šapošnikov
Andreev,
Pavel Andreevič, vecchio operaio fonditore;
Levinton, Sof'ja Osiponvna, maggiore medico, chirurgo in un ospedale militare;
Mostovskoj, Michail Sidorovič, vecchio bolscevico;
Agrippina Petrovna, governante di Mostovskoj;
Gagarov,
vecchio amico di Mostovskoj;
Tamara Berëzkina, sfollata.
La famiglia e gli amici di Pavel
Andreevič Andreev
Varvara Alexandrovna, moglie di Andreev;
Anatolij, figlio di Andreev e Varvara Alexandrovna;
Natal’ja,
moglie di Anatolij;
Volodja, figlio di Anatolij e Natal’ja, nipote di Andreev e Varvara;
Miša Poljakov,
vecchio amico di Andreev.
La famiglia e gli amici di Tamara Berëzkina
Ivan Leont’evič Berëzkin (Vanja), marito di Tamara, maggiore di fanteria;
Slava e Ljuba,
figli di Berëzkin e Tamara;
Aristov,
vecchia conoscenza di Berëzkin, Capo approvvigionamento.
I colleghi di Štrum
Čepyžin, Dmitrij Petrovič, accademico, ex docente di Štrum;
Lošakova, Anna Stepanovna, assistente di laboratorio;
Maksimov, Ivan Ivanovič, biochimico;
Pimenov, direttore
dell'Istituto di Fisica dalla primavera del 1942;
Leonid Postoev, accademico,
fisico di vaglia;
Alla Postoeva, figlia di
Postoev;
Sokolov, Pëtr Lavrent’evič, matematico nel laboratorio di Štrum;
Ivan Dmitr’evič Suchov, direttore dell'Istituto di Fisica fino alla primavera del 1942.
Il Comitato regionale di Partito di
Stalingrado
Ivan Pavlovič Prjachin, Segretario del Comitato;
Barulin, assistente di
Prjachin;
Michajlov, maggiore, Capo
della sezione militare;
Filippov, Vicepresidente
del Comitato esecutivo;
Žilchin, Direttore della
mensa.
L’orfanatrofio
Elena Sergeevna Tokareva, direttrice;
Klava Sokolova,
inserviente, amica di Natal’ja Andreeva;
Griša Serpokryl, orfano, amico di Slava Berëzkin.
Pëtr Semënovič Vavilov, la sua famiglia e gli amici
Pëtr Semënovič Vavilov (Pet’ka), kolchoziano, arruolato nel battaglione
di Filjaškin [il Kolchoz, in russo колхоз, acronimo di коллективное
хозяйство, traslitterato kollektivnoe chozjajstvo, cioè
fattoria collettiva; è un
modo di produzione agricolo dell'Unione Sovietica (in vigore dal 1928 fino al
1992), in cui la terra e i mezzi di produzione sono di proprietà collettiva];
Mar’ja Nikolaevna Vavilova, moglie di Vavilov;
Alëša Nastja (Aleksej) e Vanja (Vanjuša), figli di Vavilov
e Mar’ja Nikolaevna;
Maša Balašova,
vicina di casa, amica di Nastja;
Natal’ja Degtjarëva, vicina di casa;
Ivan Michailovič, Presidente del Kolchoz, antagonista di Pëtr
Semënovič Vavilov.
Ingegneri capo e direttori di fabbrica presenti all’incontro a Mosca
(dove partecipa anche Štrum)
Andrej Trofimovič, membro del collegio del Commissariato del popolo;
Čepčenko,
direttore di un impianto metallurgico sfollato sugli Urali;
Semën Krymov,
fratello di Nikolaj Krymov, ingegnere capo di una fabbrica sugli Urali [aiuta
Štrum per la produzione di un acciaio che sia adatto ai suoi macchinari
scientifici)];
Sverčkov,
direttore di una fabbrica sugli Urali.
Ivan Pavlovič Novikov e la miniera
Ivan Pavlovič Novikov (Vanja), fratello di
Novikov (è più anziano), minatore esperto;
Inna Vasil’evna, moglie di Ivan Pavlovič, insegnante;
Masa, figlia di Ivan Pavlovič e Inna Vasil’evna;
Braginskaja,
polacca russificata, addetta ai vagonetti [veicoli su rotaie per il trasporto
sottoterra di minerali e altri prodotti dell’escavazione];
Gravila Deviatkin, scavatore;
Kotov,
scavatore;
Ivan Kuz’mič,
segretario regionale del Partito dell’Industria;
Il’ja Maksimovič Lapšin, direttore del servizio carbonifero;
Latkov, minatore, puntellatore [che mette puntelli (sbarre di
legno) ad asse verticale che, fissati a punti d’appoggio, sono sostegno (o
armatura) delle gallerie durante gli scavi];
Njura Lopatina,
minatrice, ex kolchoziana;
Meškov,
generale, direttore di una fabbrica militare;
Motorin,
segretario di Partito della miniera;
Rogov,
caposezione;
Vikent’ev,
esperto minatore siberiano, puntellatore;
Jazev,
direttore della miniera (antagonista di Ivan Pavlovič Novikov);
Georgij Andreevič, portavoce del Comitato per la difesa.
Con Krymov – Reduci dall’accerchiamento
Petrov,
medico militare;
Sizov,
capo degli esploratori;
Skoropad,
economo;
Sventil’nikov,
maggiore, capo di Stato maggiore del drappello.
Con Krymov – Quartier generale della La armata
Petrov,
maggiore generale, Comandante della La armata;
Šljapin,
commissario di brigata, membro del Consiglio militare d’armata.
Con Krymov – Fronte Sud-occidentale
Semënov,
autista (v. Vita e destino);
Generalov,
primo sergente, mortaista;
Gorelik,
tenente colonnello, comandante di brigata;
Kostjukov,
capo di Stato maggiore di una brigata;
Morozov,
tenente;
Sarkis’jan,
primo tenente, comandante di un gruppo mortai pesanti [personaggio storico];
Selidov,
mortaista;
Svistun,
tenente, comandante di una batteria antiaerea vicino alla Fabbrica Trattori [v.
cartina].
Con Pëtr Novikov – Stato maggiore del Fronte Sud-occidentale
Semën Timošenko, Maresciallo dell’Unione Sovietica, comandante del
Fronte Sud-occidentale [personaggio storico];
Afanasij Georgievič Bykov, maggiore generale, superiore diretto di
Novikov;
Čeprak,
commissario di battaglione, segretario del Consiglio militare;
Vitalij Alekseevič Darenskij, tenente colonnello, ufficiale di Stato
Maggiore;
Ivančin,
membro del Consiglio militare;
Angelina Tarasovna, dattilografa.
Stato maggiore generale a Mosca
Jakov Nikolaevich Fedorenko, generale a capo delle Truppe corazzate
dell’Armata Rossa [personaggio storico];
Ivanov,
colonnello, amico di Novikov, in servizio alla direzione operativa;
Andrej Vasil’evič Chrulëv, generale, vicecommissario del popolo
alla Difesa (dall’agosto del 1941) [personaggio storico];
Zvezdjuchin,
tenente colonnello in servizio all’Ufficio personale.
Giornalisti di guerra
Bolochin, corrispondente di “Krasnaja zvezda” [“Красная звезда”,
“Stella Rossa”, giornale militare ufficiale del Ministero della difesa
sovietico];
Zbavskij,
corrispondente del giornale radio.
Ufficiali a Stalingrado [personaggi storici]
Andrej Ivanovič Erëmenko, colonnello generale, comandante del
Fronte di Stalingrado;
Vasilij Ivanovič Čujkov, maggiore generale, comandante della LXIIa
armata;
Kuz’ma Gurov, commissario di divisione, membro del consiglio
militare della LXIIa armata;
Nikolai Ivanovič Krylov, maggiore generale, capo di Stato
maggiore di Čujkov;
Požarskij,
comandante d’artiglieria;
Gur’ev, maggiore generale, comandante di
divisione;
Gurt’ev,
colonnello, comandante di divisione;
Želudev,
generale, comandante di divisione;
Ljudnikov,
generale, comandante di divisione;
Batjuk,
tenente colonnello, comandante di divisione;
Gorišnij,
colonnello, comandante di divisione;
Aleksandr Il'ič Rodmicev, maggiore generale, comandante della XIIIa
divisione della Guardia;
Elin,
tenente colonnello, comandante di reggimento.
Ufficiali e soldati semplici a Stalingrado [personaggi
inventati]
Ageev,
colonnello, comandante dell’artiglieria del Fronte di Stalingrado;
Bel’skij,
maggiore, capo di Stato maggiore di Rodmicev;
Vavilov,
commissario politico della divisione di Rodmicev;
Matiuškin,
tenente colonnello, comandante di reggimento;
Filjaškin, primo tenente, comandante di
battaglione;
Švedkov,
commissario politico del battaglione di Filjaškin;
Igumnov,
tenente, capo di Stato maggiore di Filjaškin;
Konanykin,
primo tenente, comandante della 1a compagnia del battaglione di
Filjaškin;
(Miša) Kovalëv,
tenente, comandante della 3a compagnia del battaglione di Filjaškin;
Kotlov,
istruttore politico della compagnia di Kovalëv;
Marčenko,
sergente maggiore, braccio destro di Kovalëv dopo il ferimento di Kotlov;
Dodonov,
primo sergente, probabile disertore;
Elena Gnatjuk,
primo sergente, istruttrice sanitaria;
Muljarčuk,
soldato semplice, ex costruttore di stufe;
Rezčikov,
soldato semplice, il burlone della compagnia;
Rys’ev,
soldato semplice, ex paracadutista;
Usmanov,
soldato semplice, uzbeco;
Usurov,
soldato semplice, camionista in Asia centrale prima della guerra;
Zajčenkov,
soldato semplice, ex contabile.
Commilitoni di Serëža
Brjuškov,
comandante di plotone;
Čencov,
ex dottorando di Ingegneria;
Galiguzov,
comandante di un plotone d’artiglieria, ex scaricatore di porto;
Gradusov,
ex impiegato all’ufficio regionale per l’edilizia abitativa;
Iljuškin,
soldato semplice;
Krjakin,
comandante di compagnia;
Šumilo,
istruttore politico.
Militari tedeschi [personaggi storici]
Friedrich Paulus, generale, comandante della VIa armata;
(Wilhelm) Adam,
colonnello, aiutante di campo di Paulus;
Franz Weller,
generale, comandante di una divisione di granatieri;
(Wolfram von) Richthofen, comandante della Luftflotte 4 (4a
flotta aerea)
Militari tedeschi [personaggi inventati]
Forster,
colonnello, ufficiale di Stato maggiore;
Peter Bach,
tenente, fidanzato con la figlia di Forster (v. Vita e destino);
Pröfi,
comandante di battaglione;
Lehnard,
ufficiale delle SS (Schutzstaffel (alla lettera: squadre di protezione)]
Ledeke,
caporale della Wehrmacht (alla lettera: forza di difesa);
Stumpfe,
caporale della Wehrmacht;
Vogel,
caporale della Wehrmacht;
Karl Schmidt,
soldato semplice, ex comunista.
Vita e destino: personaggi
Personaggi della famiglia
Šapošnikov / Štrum e loro conoscenti
Šapošnikova, Aleksandra
Vladimirovna, l'anziana madre di famiglia (la matriarca),
la quale preferisce continuare a vivere nella propria
casa, bombardata e ormai priva anche del tetto, piuttosto che essere
di peso per le figlie; è chimico presso il saponificio di Kazan’; presente anche nel romanzo Stalingrado;
Šapošnikova, Ljudmila Nikolaevna (indicata anche con il diminutivo Ljuda),
moglie di Štrum e madre inconsolabile del figlio Tolja avuto nel suo primo matrimonio (con Abarčuk);
primogenita di Aleksandra Vladimirovna, la matriarca; presente anche nel
romanzo Stalingrado;
Abarčuk, primo marito di Ljudmila Nikolaevna, arrestato nelle purghe del
1937, prima alla Lubjanka poi al gulag; presente anche nel romanzo Stalingrado;
Šapošnikov, Anatolij (indicato spesso col
diminutivo Tolja), figlio di Ljudmila
Nikolaevna e di Abarčuk, primo marito di Ljudmila, tenente dell’Armata Rossa al
fronte. Muore durante l'assedio di Stalingrado; presente anche nel romanzo Stalingrado;
Štrum, Viktor Pavlovič (indicato anche con il diminutivo Vitja o Viten’ka), secondo marito di Ljudmila
Nikolaevna, fisico e membro dell'Accademia delle Scienze che si rifiuta di sottomettere l'empiricità della scienza
all'ideologia del Partito. È innamorato della moglie di un collega; presente
anche nel romanzo Stalingrado;
Nadja
(Nadežda Viktorovna), figlia di Ljudmila Nikolaevna e Viktor Pavlovič, ribelle e comprensiva verso i genitori; presente anche nel romanzo Stalingrado;
Semёnovna, Anna, madre di Štrum; presente anche nel romanzo Stalingrado;
Lomov, tenente
dell’Armata Rossa, amoroso di Nadja;
Spiridinova, Mar’ja
Nikolaevna Šapošnikova (o anche Marusja),
seconda figlia di Aleksandra Vladimirovna, moglie di Spiridinov, annegata nel
Volga durante la fuga dall'assedio dei nazifascisti e mentre aitava i bambini di un orfanatrofio a sfollare da Stalingrado; presente
anche nel romanzo Stalingrado;
Spiridinov, Stepan Fëdorovič, direttore della Centrale
elettrica di Stalingrado (StalGRES) e marito di Mar’ja Nikolaevna
Spiridinova; presente anche nel romanzo Stalingrado;
Spiridinova, Vera, figlia di Stepan Fëdorovič e
di Mar’ja Nikolaevna Spiridinova, amante di Viktorov con cui ha un figlio; presente anche nel romanzo Stalingrado;
Šapošnikova, Evgenija
Nikolaevna (indicata anche col diminutivo Ženja), sorella di
Ljudmila (e ultimogenita di Aleksandra Vladimirovna), incerta tra il nuovo amore per il colonnello Pëtr
Pavlovic Novikov e la lealtà e l'affetto per Krymov, l’ex marito; presente
anche nel romanzo Stalingrado;
Krymov, Nikolaj
Grigor’evič, primo marito di Evgenija Nikolaevna, commissario politico dell’Armata
Rossa, comunista ortodosso che si ritrova accusato di cospirazione
contro lo Stato sovietico e rinchiuso alla Lubjanka; presente anche nel romanzo Stalingrado;
Novikov, Pëtr Pavlovič, colonnello
dell’Armata Rossa e comandante di un corpo di carristi che
svolgerà un compito importante durante l'operazione Urano e che si innamora di Evgenija
Nikolaevna (da cui è corrisposto a momenti alterni); presente anche nel
romanzo Stalingrado;
Mel’nikova,
Zina, cara
amica di Vera Spiridinova; presente anche nel romanzo Stalingrado;
Šapošnikov,
Dmitrij Nikolaevič (o anche Mitja), fratello maggiore
delle sorelle Šapošnikova (Ljudmila, Mar’ja e Ženja), arrestato nel
1937 e mandato nel campo di lavoro per la costruzione del canale tra Mar Bianco
e Mar Baltico; poi scomparso nelle purghe staliniane; presente anche nel
romanzo Stalingrado;
Semënovna, Ida, moglie di Dmitrij, madre di Sergej
Šapošnikov; presente nel romanzo Stalingrado;
Šapošnikov, Sergej (detto anche Serëža) figlio di Ida e Dmitrij,
nipote di Aleksandra Vladimirovna; soldato dell’Armata Rossa presente nella
postazione 6/1; si ritrova anche nel romanzo Stalingrado.
Personaggi (colleghi, amici e nemici) di
Viktor Pavlovič Štrum nel laboratorio e nell’Istituto di fisica
Sokolov,
Pëtr Lavrent’evič, matematico nel laboratorio
di Štrum (è presente in Stalingrado);
Sokolova, Mar’ja Ivanovna (o anche Maša o Mašenka), moglie
di Pëtr Lavrent’evič;
Markov, Vjačeslav Ivanovic, fisico, responsabile dell’attività
sperimentale;
Savost’janov, fisico, assistente di laboratorio;
Weispapier, Anna Naumovna, fisica,
assistente di laboratorio epurata perché ebrea;
Lošakova, Anna Stepanovna, capoassistente di
laboratorio (estromessa) (è presente in Stalingrado);
Nozdrin, Stepan Stepanovič, tecnico del laboratorio,
esperto di fisica meccanica;
Perepelicyn, elettrotecnico del laboratorio, esperto di
elettricità;
Svečin, capo del vicino laboratorio di fisica magnetica, in corsa per il premio
Stalin (in concorrenza con Štrum, antiebreo);
Postoev, dottore in fisica (è presente in Stalingrado);
Gavronov, professore, specialista in storia della fisica (antiebreo);
Gurevič, professore (antiebreo);
Čepyžin, Dmitrij Petrovič, direttore dell'Istituto
di Fisica (rimosso) (è presente in Stalingrado);
Pimenov, direttore amministrativo dell'Istituto di Fisica sfollato a Kazan’
(rimosso) (è presente in Stalingrado);
Šišakov, Aleksej Alekseevič, fisico (incompetente), nuovo
direttore dell’Istituto di Fisica quando si ristabilisce a Mosca (carrierista
asservito al Partito);
Kovčenko, Kas’jan Terent’evič, nuovo vicedirettore dell’Istituto
di Fisica (fedele a Šišakov);
Dubënkov, capo del dipartimento del personale;
Ramskov, segretario del Comitato di Partito dell’Istituto di Fisica;
Bad’in, responsabile della sezione scientifica del Comitato Centrale (antiebreo);
Landesman, giovane teorico appoggiato da Štrum;
Leont’ev, matematico;
Suslakov, potente faccendiere presso la Presidenza dell’Accademia delle Scienze.
[nota: dopo la telefonata di Stalin a Štrum, le
vittime epurate di Šišakov e dei suoi accoliti ricevono di nuovo lo status
precedente e quello di Štrum aumenta di prestigio e privilegi]
Personaggi amici di Viktor
Pavlovič Štrum a Kazan’
Mad’jarov, Leonid Sergeevič, marito della sorella di Pëtr Lavrent’evič
Sokolov (matematico nel laboratorio di Štrum), Klavdija; storico;
Klavdija, sorella di
Sokolov e moglie di Mad’jarov.
Artelev, Vladimir Romanovič, ingegnere chimico, padrone della
casa di Sokolov;
Karimov, Achmet Usmanovič, traduttore in tartaro;
Personaggi nel lager tedesco
Mostovskoj,
Michail Sidorovič, vecchio bolscevico; presente anche
in Stalingrado;
Guardi, prete italiano;
Ikonnikov-Morž,
ex-tolstojano, chiamato il “vecchio paracadutista” (o jurodivij); delatore
dei nazisti;
Černecov, ex-menscevico
(orbo);
Nikonov, ufficiale
russo, maggiore dell’Armata Rossa;
Eršov, ufficiale russo,
maggiore dell’Armata Rossa;
Osipov, ufficiale russo,
commissario di brigata dell’Armata Rossa;
Zlatokrylec, ufficiale
russo, colonnello dell’Armata Rossa.
Gudz’, ufficiale russo,
generale maggiore dell’Armata Rossa;
Kirillov, ufficiale russo,
maggiore dell’Armata Rossa;
Kotikov, ufficiale
russo, maggiore dell’Armata Rossa, membro del Partito;
Käsa, Stubenälteste
[comandante di camerata], scassinatore di Amburgo, assassino su commissione
dello Sturmführer [comandante di compagnia]; vive in una baracca
speciale (quella dei kapò, prigionieri del lager ai quali era
affidata la funzione di comando sugli altri deportati);
König, SS degradata,
capo della polizia interna; vive in una baracca speciale (quella dei kapò);
Liss, Obersturmbannführer
[tenente colonnello delle SS], rappresentante delle SS [o Schutzstaffel
(squadre di protezione)] nell’amministrazione del lager;
Nedzel’skij, kapò
[in tedesco Kapo, è
il detenuto che sorveglia il lavoro degli altri
detenuti e che ha la responsabilità della disciplina nelle baracche];
Pavljukov, soldato
dell’Armata Rossa, inserviente all’infermeria.
Personaggi nel treno e nel lager
tedesco
Levinton,
Sof'ja Osiponvna, medico militare, maggiore dell’Armata Rossa, amica di Aleksandra Vladimirovna Šapošnikova e di Ženja;
David, ragazzino;
Buchman, Rebecca, parente di David;
Borisovna, Musja, bibliotecaria;
Rozenberg, Naum, ragioniere;
Karasik, Nataša, ragazzina timida;
Janklevič, Lazar’, meccanico;
Deborah, Samuelovna, moglie di Lazar’ Jankelevic;
Vinokur, Musja, ragazza
di quattordici anni (compiuti sul treno);
Slepych, padre e figlio
(si dichiarano dentisti per opportunismo);
Chmel’kov, Anton, prigioniero in servizio all'ingresso della camera a gas;
Žučenko, Trofim, prigioniero di guerra in servizio all'ingresso della camera a gas;
Kaltluft, Sturmbannführer [maggiore], comandante del Sonderkommando [unità speciale di deportati, generalmente di origine
ebraica, obbligati, sotto minaccia di morte, a collaborare con
le SS nelle operazioni di rimozione dei corpi dalle
camere a gas e nel loro smaltimento con la cremazione]
Personaggi nel villaggio di Chutor
Michajlovskij (Ucraina)
Semёnov, autista di Pëtr
Pavlovič Novikov fatto prigioniero dei tedeschi assieme a Mostovskoj e a Sof’ja
Levinton (questo episodio è narrato in Stalingrado) che è poi consegnato dalle
SS (durante il tragitto in treno al lager) alle autorità ferroviarie
perché quasi in fin di vita; le autorità ferroviarie, però, lo lasciano libero,
permettendogli, infine, di salvarsi;
Čunjak, Christja, anziana contadina che salva Semёnov;
Čunjak, Vasilij, marito defunto per Holomodor (= uccidere per fame) di Christja
Čunjak (con il termine Holomodor s’intende la carestia in Ucraina, provocata
scientemente dall’URSS tra il 1932 e il 1933, che ha causato dai 3 ai 7 milioni
di morti per fame)
Personaggi nel lager sovietico o
Dal’stroj (Дальстро́й, traslitterato Dal’stroj;
organizzazione sovietica creata nel 1931 dall'NKVD [“Commissariato del popolo
per gli affari interni”, cioè l'organo
centrale dell'amministrazione statale dell'URSS per la lotta alla criminalità,
il mantenimento dell'ordine pubblico e la sicurezza dello Stato]; questa
organizzazione è responsabile della gestione della costruzione di strade e
dello sfruttamento delle miniere d'oro nella regione di Kolyma che si estende
alla penisola di Chukchi, in Siberia)
Neumolimov, comandante di una
brigata di cavalleria nella Guerra civile;
Monidze, già membro del Presidium dell'Internazionale comunista
giovanile;
Abrasa Rubin, infermiere militare;
Abarčuk, detenuto, primo marito di, Ljudmila Nikolaevna Šapošnikova e padre
di Anatolij Šapošnikov (Tolja), che offre l’ultimo servizio all’ideologia
del Partito;
Barchatov, criminale comune, braccio destro di Abarčuk;
Tungusov, vecchio
ufficiale della cavalleria ai tempi dello Zar;
Kol’ka
Ugarov, giovane ladro;
Konaševič, ex-meccanico
dell’Aereonautica ed ex-campione di boxe;
Magar, vecchio
bolscevico, ex-maestro di Abarčuk;
Zarokov, criminale
comune, capobaracca di Abarčuk.
Perekrest, caposquadra
della brigata mineraria (addetto al carbone);
Dolgorukij, vecchio
principe e mistico;
Stepanov, giovane ex-professore
dell’Istituto di Economia;
Mišanin, capitano, oper
(funzionario della polizia politica);
Trjufelev, inserviente
dell’infermeria;
Gasjučenko, narratore
di oscenità:
Rubin Abraša (Abram Efimorovič), infermiere, ucciso da Barchatov;
Personaggi alla Lubjanka (nome di un edificio situato a Mosca, sede della polizia segreta e
prigione)
Krymov, Nikolaj Grigor’evič, ex marito di Ženja (Evgenija Nikolaevna Šapošnikova), ingegnere;
commissario politico a Stalingrado (in relazione con il ‘controllo politico’
dell’operato di Grekov della postazione 6/1); poi alla Lubjanka a seguito di
un’affermazione di Evgenija riportata (senza intenti di delazione) da Pëtr
Pavlovič Novikov a Dementij Trifonovič Getmanov (che attiva la pratica che lo
porterà alla Lubjanka);
Dreling, menscevico;
Bogoleev, storico
dell’arte e poeta;
Katzenelenbogen, ex-čekista, ora prigioniero (la Čeka [Чека, Commissione
straordinaria] è la polizia segreta politica del governo bolscevico nel primo
periodo della rivoluzione).
Personaggi a Kujbyšev
Heinrichson, Jenny Heinrichovna, ex-governante della famiglia Šapošnikova, arrestata e portata nei gulag;
Šarogorodskij, Vladimir Andreevič, aristocratico, in esilio dal 1926 al 1933;
Limonov, letterato
moscovita che era stato amico del padre di Evgenija Šapošnikova;
Rizin, tenente
colonnello, capo dell'ufficio progetti per cui lavora Evgenija Šapošnikova;
Grišin, responsabile dell'ufficio
documenti;
Dmitrievna, Glafira, responsabile dell'appartamento in cui vive Evgenija Šapošnikova.
Personaggi alla Centrale idroelettrica
di Stalingrado StalGRES (Stal’gres)
Andreev Pavel
Andreevič, vecchio operaio fonditore, guardiano alla
Centrale; presente in Stalingrado;
Nikolaev, segretario di
Partito della centrale elettrica;
Kamyšov, ingegnere capo.
Personaggi della cerchia di Getmanov a Ufa
Getmanov, Dementij
Trifonovič, Segretario Regionale di Partito in una delle regioni dell'Ucraina
occupate dai tedeschi, poi nominato Commissario del Corpo carristi degli Urali
(v. Novikov) [ricalcato, così si afferma, sulla figura di Chruščëv];
Getmanova, Galina Terent’evna, moglie di Getmanov;
Terent’evič, Nikolaj, fratello di Galina;
Maščuk, ufficiale negli
organi di sicurezza dello Stato;
Sagajdak, cognato di
Getmanov, responsabile della Sezione Propaganda del Comitato Centrale
dell’Ucraina.
Componenti di uno stormo di aerei da
caccia dell’Armata Rossa
Viktorov, tenente,
pilota, comandante di pattuglia, amante di Vera Spiridinova; è presente nel
romanzo Stalingrado.
Zakabluka, maggiore,
comandante dello stormo.
Solomatin, tenente,
pilota, dongiovanni;
Erëmin, tenente,
pilota;
Korol’, Boris (Borja), sottotenente, pilota, ebreo;
Martynov, Vanja, pilota, comandante di squadriglia;
Golub, istruttore
politico, coinquilino di Viktorov;
Skotnoj, Vovka (Vanja), tenente pilota e coinquilino di Viktorov;
Berman, commissario
politico dello stormo;
Velikanov, tenente,
pilota, ufficiale di turno, in servizio allo Stato maggiore;
Personaggi del Corpo carristi degli
Urali
Neudobnov, Illarion Innokent’evič, generale, capo dello Stato maggiore del Corpo carristi (e di Novikov);
Karpov, colonnello,
comandante della Ia brigata;
Belov, comandante
della IIa brigata;
Makarov, comandante
della IIIa brigata;
Fatov, capitano,
comandante di battaglione;
Verškov, attendente
di Novikov;
Charitonov, autista
di Novikov [al posto di Semёnov, v. supra e Stalingrado];
Tatiana Pavlovna, dottoressa, amante sul campo di Getmanov;
Novikov, Pëtr Pavlovic, colonnello [amato da Ženja], comandante del Corpo carristi;
Maščuk, vecchio compagno
di Getmanov di Kiev che lavora per gli organi di sicurezza;
Rjutin, tenente generale
dello Stato maggiore a Kujbyšev (dove abita Ženja);
Sagajdak, cognato di
Getmanov e responsabile della sezione propaganda del Comitato centrale
dell'Ucraina (v. supra);
Sazonov, capo di Stato
maggiore della brigata.
Personaggi
(ufficiali e soldati) dell'Armata Rossa a Stalingrado (realmente esistiti)
Erёmenko, Andrej Ivanovič, generale, comandante in capo del fronte di Stalingrado, e di cui ha
diretto la prima fase difensiva per poi prendere parte alla fase offensiva
(operazione Urano), contribuendo all'accerchiamento delle forze tedesche;
Zacharov, Matvej Vasilevič, tenente generale, capo di Stato Maggiore di Erёmenko;
Čujkov, Vasily Ivanovich, generale, comandante della LXIIª Armata;
Krylov, Nikolai Ivanovich, generale, capo di Stato Maggiore di Čujkov;
Gurov, Kuz’ma, generale, commissario di divisione;
Požarskij, generale,
comandante delle truppe d’artiglieria della LXIIa armata;
Batjuk, Nikolaj Filipovič, tenente colonnello, comandante della CCLXXXIVª divisione fucilieri di
fanteria dell’Armata Rossa;
Gur’ev, generale, comandante della XXXIXª divisione della Guardia dell’Armata Rossa;
Rodimcev, Aleksandr Il’ič, generale, comandante della XIIIª divisione della Guardia dell’Armata
Rossa.
Chruščëv, Nikita Sergeevič, commissario politico (membro del Soviet militare).
Personaggi (ufficiali e soldati) dell’Armata
Rossa a Stalingrado (inventati)
Bel’skij, capo di Stato
maggiore di Rodimcev;
Vavilov, commissario
politico della divisione di Rodimcev;
Borisov, colonnello,
secondo in capo di Rodimcev (suo vice);
Berëzkin, Ivan, maggiore,
comandante di reggimento (già presente nel romanzo Stalingrado);
Gluškov, mitragliere,
attendente di Berëzkin;
Podčufarov, capitano,
comandante di battaglione;
Movšovič, capitano,
comandante di battaglione del genio (esploratori);
Pivovarov, commissario nel
reggimento di Berëzkin (in contatto con la postazione 6/1);
Soškin, istruttore
politico del reggimento di Berëzkin;
Michaijlov, tenente
colonnello, capointerprete militare;
Gurt’ev, colonnello;
Filimonov, colonnello;
Dyrkin, comandante di
battaglione;
Bezdid’ko, mortaista;
Chalimov, Sulejman, giovane uzbeco;
Matsegura, artigliere;
Šuklin, tenente;
Zajcev, Tokarev, Manžulja e Solodkij, cecchini del bunker.
Personaggi alla Casa 6/1 [civico 6
barra uno, detta Casa di Pavlov; luogo di resistenza estrema e punta avanzata
contro i tedeschi a Stalingrado]
Grekov, detto Vanja, coraggioso
e carismatico capitano, comandante (capocasa) degli uomini della casa 6/1;
Anciferov, sergente,
comandante di un distaccamento di genieri;
Vengrova,
Katja, marconista (in rapporto amoroso con Sergej Šapošnikov);
è allontanata dalla Casa 6/1 con Sergej da Grekov (che protegge il loro amore);
Kolomejcev,
artigliere;
Batrakov, Vania, tenente, comandante di una postazione di artiglieria;
Bančuk, sottotenente,
vedetta;
Lampasov, goniometrista
(addetto ai calcoli);
Klimov, Vasja,
ricognitore;
Čencov, membro
della squadra mortaisti;
Ljachov, geniere;
Zubarev, tenente di
fanteria;
Perfil’ev, soldato semplice;
Poljakov, soldato
semplice;
Krymov, Nikolaj Grigor’evič, v. supra; è commissario politico mandato per controllare l’operato
di
Grekov; ferito, è poi allontanato dalla postazione 6/1
e, in seguito, imprigionato alla Lubjanka;
Šapošnikov, Sergej, soldato (in rapporto amoroso con Katja
Vengrova); è allontanato dalla Casa 6/1 con Katia da Grekov (che protegge così
il loro amore);
Lopatin, comandante del
reggimento obici;
Magid, comandante
della brigata lanciarazzi.
Personaggi nella steppa calmucca
Darenskij, tenente
colonnello, ufficiale di Stato maggiore proveniente dal Quartier Generale,
dongiovanni;
Alla Sergeevna, moglie di
un comandante d’armata, tenente;
Klavdija, amante del
rappresentante del Soviet militare;
Bova, tenente
colonnello, capo di Stato maggiore di un reggimento d’artiglieria.
Volodja, cuoco nella
mensa del Soviet militare;
Ufficiali dell'esercito tedesco a
Stalingrado realmente esistiti
Paulus, Friedrich Wilhelm Ernst, generale, comandante della VIª Armata (accerchiato con la sua armata
grazie a una manovra a tenaglia dei sovietici nella sacca di Stalingrado
[operazione Urano], si arrende ai vincitori al termine della battaglia di
Stalingrado, contro la volontà di Hitler che ne sottintende il suicidio);
Schmidt, Arthur, generale, capo di Stato Maggiore della VIª Armata, si arrende con
Paulus al termine della battaglia di Stalingrado;
Adams, Wilhelm, colonnello,
si arrende a Stalingrado con Paulus e Schmidt.
Altri ufficiali e soldati dell'esercito tedesco a
Stalingrado (personaggi inventati)
Bach, Peter, tenente
di fanteria, amante di Zina Mel’nikova (già presente in Stalingrado);
Krapp, ufficiale in
capo di un distaccamento di ricognitori, in ospedale con Bach;
Gerne, tenente, vicecapo
di Stato maggiore di un reggimento, in ospedale con Bach;
Fresser, Oberleutnant
(tenente), in ospedale con Bach;
Lehnard, Oberleutnant delle SS;
Petenkoffer, soldato;
Halb, comandante della
Feldgendarmerie (polizia militare delle forze armate);
Eisenaug, sottufficiale
nella compagnia di Bach;
Stumpfe, il migliore
soldato della compagnia;
Schmidt, soldato.
Altri personaggi storici che
compaiono nel libro (ma v. anche Stalingrado)
1.
Stalin,
compare una prima volta quando entra in una kommunalka a trovare un
vecchio compagno e si stupisce dell'elenco delle telefonate appeso al muro (la
è un’abitazione in cui più nuclei familiari condividono i servizi, la cucina e
il corridoio, occupando in forma privata uno o due locali); una seconda volta
sapendo di avere in pugno Paulus, canta una filastrocca; un'ultima volta quando
fa una telefonata al fisico Viktor Štrum;
2.
Adolf
Hitler compare di persona una volta nel momento in cui passeggia in un
bosco e si fa cogliere da paure infantili;
3.
Adolf
Eichmann, Obersturmbannführer (tenente colonnello) delle SS,
incontra il suo compaesano Liss (personaggio del romanzo) e con lui fa una
ispezione a una camera a gas, dentro la quale è organizzato un rinfresco;
comunica inoltre a Liss quanti milioni di ebrei i tedeschi avevano intenzione
di uccidere.
Emblema dell’”Armata Rossa degli operai e dei contadini” [Рабоче-крестьянская Красная армия (РККА), traslitterato Raboche-krestjanskaja Krasnaja armija (RKKA)], (abbreviato: “Armata Rossa” [Красная армия, traslitterato Krasnaja armija (KA)]). Fonte: https://ru.wikipedia.org/wiki/ Ставка_Верховного_главнокомандования
Dedico questa scheda ad Amos, il mio molto amato micione che ha letto con me Stalingrado, affetto da F.I.V. dalla nascita e morto di nefrite "fulminante" il 13 settembre 2022.



